TELMO PIEVANI, Imperfezione. Una storia naturale

 

Telmo Pievani, Imperfezione. Una storia naturale, Milano, Raffaello Cortina, 2019

Recensione di Luca Mastroianni (IV A/SC, Liceo Statale Salvatore Pizzi di Capua) - la recensione ha ricevuto la menzione dalla Commissione scientifica del "Premio Asimov".

È incoraggiante sentirsi dire che le proprie imperfezioni sono in realtà dei punti di forza, vero? Ebbene, il saggio filosofico-scientifico, intitolato "Imperfezione. Una storia naturale", vuole accompagnare l'uomo in un viaggio alla scoperta del valore inestimabile dell'imperfezione. 

 Dietelmo Pievani, detto Telmo, nato a Gazzaniga, in provincia di Brescia, nel 1970 è un filosofoSi occupa da tempo di filosofia della scienza e di biologia evolutiva, temi che ha studiato approfonditamente negli Stati Uniti d'America e sui quali ha scritto numerosi saggi. È anche un famoso accademico, infatti, da anni si divide tra le più importanti università del nord Italia. 

Il saggio presenta una forma abbastanza discorsiva che lo rende piacevole ed accessibile a tutti, sebbene affronti questioni complesse inerenti alle scienze naturali e alla filosofia. 

 Il tema centrale è il concetto di imperfezione, che nell’uso corrente assume spesso un'accezione negativa: si dice infatti imperfetto ciò che manca di qualcosa. Pievani capovolge del tutto la prospettivaattribuendo al concetto un significato positivoimperfezione diventa sinonimo di evoluzione, ossia di ciò che rompe l'equilibrio e genera movimento all'interno della vita. In natura l'evoluzione non è un qualcosa di prestabilito; essa è costellata di errori e spesso determinata da fattori contingenti.  La storia è ricca di “turning points, ovvero di quei punti di svolta in cui il cammino da intraprendere non era programmatoperché sussistevano varie opzioni, ognuna ugualmente possibile. Il filosofo cerca, così, di cancellare dalla nostra mente quella concezione finalistica, che vedrebbe nella natura un percorso lineare e nell’uomo il suo culmine. Non siamo il frutto di un perfetto disegno divino: osserviamo le nostre imperfezioni! Pievani le mostra in modo molto accurato e con rigore scientifico nel sesto capitolo, “Il sapiente imperfetto. Prendiamo ad esempio la postura eretta: essa può davvero essere considerata, come molti ritengono, un punto di forza? Da un lato è chiaro che ha liberato gli arti superiori, allargato il campo visivo e permesso di camminare meglio, ma sono proprio tali miglioramenti che nascondono i problemi legati alla colonna vertebrale che è soggetta a "pressioni indebite", portando spesso a piedi piatti, sciatiche ed ernie. L'evoluzione, dunque, non è perfetta ma ottenuta per mezzo di tanti compromessi e imperfezioni, che, col passare del tempo, si sono armonizzate tra loro. 

Salta immediatamente all’occhio un pensiero di Pievani molto significativo: “A molti fa paura, invece per me contingenza è una parola liberatoria: se non era necessario che noi fossimo qui, allora forse il fatto di esserci dipende un po' più da noi. È un messaggio di libertà e responsabilità molto bello.”  

 Perché allora rifiutare tali imperfezioni? Ebbene, la mente umana tende alla semplificazione e all’astrazione. Inoltre, anche a causa del mondo in cui si vive, gli uomini cercano di imitare dei presunti modelli di perfezione, aspirando ad essere come loro. Inconsapevolmente creiamo delle gerarchie di perfezioni. Pievani distrugge tutti questi luoghi comuni, mostrando come anche l’uomo più perfetto ha comunque un corpo pieno di imperfezioni, che sono intrinseche alla nostra specie.   

 L'evoluzione non perfeziona sempre gli organismi viventi, migliorando le proprie caratteristiche. Al contrario spesso genera imperfezioni, che si accumulano e interagiscono generando compromessi a volte molto fragili.  

 Questo saggio mi ha interessato particolarmente e lo consiglio vivamente perché libera le nostre menti da quella convinzione di essere speciali e unici. Le parole di questo libro ci rendono in qualche modo più umili e consapevoli dei nostri limiti, ma anche delle nostre capacità. L'unica pecca che si potrebbe trovare è la mancanza di immagini, che sarebbero state molto utili per rendere più chiari i concetti e gli esempi sviluppati.